CULTURA MOVIMENTO

un viaggio verso il cambiamento attraverso l’organizzazione, la visualizzazione, l’empatia alla pratica di valori condivisi nel sistema corporeo

É una proposta di aggregazione: permette l’incontro di individui sensibili alle tematiche del corpo, visto come strumento capace di creare integrazione, sviluppare capacità comunicative, espressive, utili ad affrontare la vita e a contribuire, con la propria personalità, a costruire una società civile migliore. Un vocabolario comune dato nella sua forma più naturale ed emotiva; una pratica sociale e politica di azioni dal basso per un sistema culturale genuino e per la comprensione empatica come scambio nutriente. Obiettivo è la tutela, la promozione e l’abitudine alla “buona pratica” del GESTO QUOTIDIANO consapevole e nel valore umano.

Il corpo come condizione, incontro e salvezza

Il momento storico-culturale/storico e culturale in cui viviamo chiede, anzi urla, di dedicare attenzione, di prendersi cura dello stile di vita extra quotidiano come rifugio dalla frenesia, dalla competizione della vita che irrompe e inonda di solitudine nella vana rincorsa di una non identificata salvezza, di un traguardo o convenzione sociale che crea un senso di oppressione e spesso ci fa vivere in apnea.

A nostro parere è tempo di tornare in Con-Tatto con l’intima percezione dei valori, al centro di interrogazioni individuali e collettivi il senso di umanità . Lontani dall’atto di magia pratichiamo attivamente l’ascolto, il silenzio, il movimento; elaboriamo e creiamo possibilità di interazione, di comunicazione, il cui senso comune è l’evolversi insieme consapevoli delle proprie potenzialità a favore di un unico habitat.

Lo strumento, il mezzo a nostro favore è il corpo: veicolo di verità, sincerità, atto espressivo attraverso le sue meticolose inclusioni emotive, cognitive, neuronali e relazionali.

Visitiamo il naturale trasporto del nostro respiro, abituiamoci ad ascoltare le sensazioni che, ogni giorno, pervadono e risuonano nella nostra composizione, senza troppa rabbia, né cambi di direzione ma accettando ciò che siamo! Da lì il percorso nasce per creare una cultura dedita all’ascolto, alla presenza; senza imporre la propria persona, la propria idea ma portandola nello spazio, ricca di argomentazioni alla portata di tutti. Come già scrissero in passato è un elogio alla lentezza: “una nuova forma di resistenza in un mondo dove tutto è troppo veloce. E dove il potere più grande è quello di decidere che cosa fare del proprio tempo» dice Sepùlveda.

Amando me stessa, osservo e faccio esperienze di quanto sia importante conoscere lo strumento essenziale per il mio benessere psico-fisico che mi permette di essere serena e leggera nell’affrontare il divenire quotidiano. E’ un mezzo profondo e tecnicamente complesso, sinergico con tutto la composizione globale dell’esistenza che ci spinge a vivere. Possiamo pensare all’immagine e al significato del Nodo Borromeo ideato da Jacques Lacan.

Affascinati dallo studio dell’anatomia, della biomeccanica e dal sistema nervoso, curiosi dell’automatizzazione del movimento, la disponibilità ad eseguire un movimento specifico e della consegna di informazioni trale sinapsi. Spesso, assorti completamente nel nostro microcosmo, ci domandiamo: “ Nasce prima l’uovo o la gallina?” interrogogandosi su chi ha più rilevanza trda educare in ma le parti qui sopra citateche rende più funzionale la performance; se predomina una caratteristica o se è soggettiva; se la tecnicità, la consapevolezza siano punti cardine di questo risvolto qualitativo.

Dall’esperienza e nella pratica adottata, promuovere e far praticare metodi come l’allenamento ideomotorio (l’uso delle immagini mentali), la teoria simulativa, l’anatomia esperienziale; il divertimento, la lentezza, la pratica e la ripetizione permettono il miglioramento e l’attivazione somatica facilità la percezione e identificazioni delle parti in azione.

E’ possibile educare il sistema a dare le giuste direttive, cercando di raggiungere la massima espressione, in economia e vitalità esplorando lentamente e consapevolmente l’elaborazione e la programmazione delle azioni: a seconda degli stimoli provenienti dell’ambiente circostante i neuroni modificano la propria struttura, le comunicazioni con gli altri e di conseguenza modificano i circuiti neuronali. Quindi si può educare a scegliere una strada diversa ad un corpo già abile in un’azione, si possono, però, solo modificare schemi di movimento già acquisiti in precedenza e gli adattamenti permanenti non sono sempre soggetti alla variabilità della dinamica ritmica, quindi non è garantito un meccanismo di adattamento autonomo anche se entrati in contatto con la qualità più raffinata e funzionale possibile.

Tecniche

Visualizzare: dipingere un quadro